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giovedì 29 dicembre 2011

Counseling : si avvicina la regolamentazione

Professioni non regolamentate: la legge è fatta, a gennaio l'approvazione in Parlamento. La linea dell'Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, in tema di riforma delle professioni non ordinistiche è risultata vincente. Come già anticipato dalla stampa specializzata la X Commissione della Camera ha licenziato il testo contenente le 'Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini o collegi'. Il testo abbinato C.1934, raccoglie e unifi ca le varie proposte di legge che erano giacenti in commissione quali la C.1934 Froner; C.2077 Formisano; C.3131 Buttiglione; C.3488 Della Vedova e C.3917 Quartiani, adottato dalla commissione nella seduta dello scorso 20 luglio, dopo una richiesta di rifl essione chiesta dal precedente governo riferita a valutare l'opportunità di prevedere l'istituzione di un registro pubblico delle nuove professioni non regolamentate è stato approvato all'unanimità lo scorso 30 novembre.

I vari testi di proposta di legge, lungamente discussi anche all'interno del mondo associativo, vedevano diverse e contrapposte tesi quali, per esempio, il riconoscimento delle associazioni piuttosto che delle singole professioni o il rilascio dell'attestato di competenza subordinato alla certificazione Uni delle attività professionali da parte di un ente terzo alle associazioni. Ora il testo approvato in commissione vede accolte le tesi e le istanze che l'Ancot, fondata nel lontano 1984, porta avanti da anni. Vediamo in dettaglio quali sono i principali contenuti di questo tanto atteso riconoscimento.

Nel testo viene data una chiara defi nizione della professione non regolamentata. Infatti l'art. 1, al comma 2 recita: 'Ai fi ni della presente legge per 'professione non organizzata in ordini o collegi', di seguito 'professione', si intende l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifi che normative.

Mentre al successivo comma 4 si prevedono le forme di esercizio della professione, compreso lo svolgimento sotto forma di lavoro subordinato, infatti il comma recita: 'La professione è esercitata in forma individuale, in forma associata, societaria, cooperativa o nella forma del lavoro dipendente. Omissis...

Nei successivi articoli 2, 3, 4 e 5 vengono disciplinate (e quindi riconosciute) le associazioni professionali e le forme aggregative delle stesse nonché la pubblicità e gli elementi informativi che esse devono avere. In particolare l'art. 2 è così formulato:

1. Coloro che esercitano la professione di cui all'articolo 1, comma 2, possono costituire associazioni a carattere professionale di natura privatistica, fondate su base volontaria, senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva, con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.

2. Omissis…, l'osservanza dei principi deontologici, nonché una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all'effettivo raggiungimento delle finalità dell'associazione.

3. Le associazioni professionali promuovono, anche attraverso specifiche iniziative, la formazione permanente dei propri iscritti, adottano un codice di condotta..., vigilano sulla condotta professionale degli associati e defi niscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.

4. Le associazioni promuovono forme di garanzia a tutela dell'utente, tra cui l'attivazione di uno sportello di riferimento per il cittadino consumatore, presso il quale i committenti delle prestazioni professionali possano rivolgersi in caso di contenzioso con i singoli professionisti,...

5. Omissis.

6. Ai professionisti di cui all'articolo 1, comma 2, anche se iscritti alle associazioni di cui al presente articolo, non è consentito l'esercizio delle attività professionali riservate dalla legge a specifi che categorie di soggetti, salvo il caso in cui dimostrino il possesso dei requisiti previsti dalla legge e l'iscrizione al relativo albo professionale.

All'art. 4 si prevede che le associazioni professionali, ai fi ni del riconoscimento, 'pubblicano sul proprio sito web gli elementi informativi che presentano utilità per il consumatore, secondo criteri di trasparenza, correttezza, veridicità' e all'art.5, comma 2, si prevede che le associazioni 'Nei casi in cui autorizzano i propri associati ad utilizzare il riferimento all'iscrizione all'associazione quale marchio o attestato di qualità dei propri servizi,... devono essere loro in possesso di un sistema certifi cato di qualità conforme alle norme Uni En 9001 per il settore di competenza'.

All'art. 6 è prevista la possibilità di 'autoregolamentazione volontaria' della prestazione professionale da parte del professionista basata sulla conformità della medesima a norme tecniche Uni Iso, Uni En Iso, Uni En e Uni, ..., di cui alla direttiva 98/34/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 e sulla base delle Linee guida Cen 14 del 2010'.

Non di secondaria importanza è quanto previsto dall'art.7 del testo circa il 'Sistema di attestazione' che prevede al comma 1: 'Al fi ne di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti, previe le necessarie verifi che, sotto la responsabilità del proprio rappresentante legale, un'attestazione relativa:

a) alla regolare iscrizione del professionista all'associazione;

b) ai requisiti necessari alla partecipazione all'associazione stessa;

c) agli standard qualitativi che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell'esercizio dell'attività professionale ai fi ni del mantenimento dell'iscrizione all'associazione;

d) alle garanzie fornite dall'associazione all'utente tra cui l'attivazione dello sportello di cui all'articolo 2, comma 4,della presente legge;

e) al possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale stipulata dal professionista;

f) all'eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certifi cazione rilasciata da un organismo accreditato relativa alla conformità alla norma tecnica Uni'.

All'art. 8 si norma la validità dell'attestazione di cui sopra. All'art. 9, 'certificazione di conformità a norme tecniche Uni' viene prevista la collaborazione delle associazione 'all'elaborazione della normativa tecnica Uni relativa alle singole attività professionali' e la possibilità per le stesse di 'promuovere la costituzione di organismi di certifi cazione della conformità per i settori di competenza'.

L'art. 10 riguarda la vigilanza e il sistema sanzionatorio applicabile. Fondamentale è stata la battaglia dell'Ancot per quanto riguarda i soggetti che possono rilasciare gli attestati professionali di cui all'art. 7 che vedeva da una parte coloro che volevano che il medesimo fosse subordinato dal possesso della certifi cazione Uni rilasciata da enti certifi catori terzi e dall'altra l'Ancot che riteneva giusto che, oltre a tali enti, anche le associazioni potessero rilasciare attestati professionali fungendo essa stessa come ente terzo a garanzia dei consumatori al fi ne di evitare che si crei un vero e proprio mercato delle attestazioni in capo ad organismi a carattere commerciale. Così come ora normato nella proposta di legge si evita di far gravare sui professionisti i notevoli costi che la certifi cazione Uni richiede. Diamo atto e merito alla Commissione che ha lavorato affi nché la proposta contenesse un testo condiviso da tutti e lasciando fuori dalla porta gli interessi, le ideologie e le pressioni corporative che pure non sono mancate.

Il testo è in attesa del parere da parte della V Commissione, relativamente agli eventuali oneri a carico del bilancio dello stato, mentre ha già ricevuto i pareri favorevoli dalle commissioni: Affari costituzionali; Giustizia e lavoro; quest'ultima ha espresso parere favorevole con la seguente importante osservazione 'valuti la commissione di merito l'opportunità di individuare eventuali misure in grado di rendere meno penalizzante il regime previdenziale dei professionisti di cui alla presente proposta di legge '. Osservazione questa che rende merito anche al lavoro svolto dalla nostra associazione sul fronte delle previdenza per i professionisti iscritti alla gestione separata che sono i più penalizzati fra i lavoratori, siano essi autonomi che subordinati.

Un doveroso apprezzamento va al lavoro svolto dal presidente di commissione on. Manuela Del Lago (Lnp) e al relatore della proposta di legge, l'on. Ignazio Abbrigani (Pdl), i quali si sono profusi per trovare la giusta sintesi fra le varie proposte di legge e i numerosi emendamenti così come un ringraziamento particolare va ai presentatori delle varie proposte di legge sopra citati e a tutti i componenti della X commissione: Attività produttive, commercio e turismo. La speranza è che ora il parlamento, una volta avuti i pareri favorevoli di tutte le commissioni competenti (quello dalla commissione Bilancio è previsto per i primi di gennaio), sia celere nella defi nitiva approvazione che speriamo avvenga senza che ne sia stravolta la portata e gli obiettivi resistendo alle probabili azioni lobbystiche.

Fonte : Italia Oggi e Assocunseling

http://www.assocounseling.it/approfondimenti/articolo.asp?cod=652&cat=RS&titlenav=Rassegna stampa

sabato 5 settembre 2009

assente... giustificato?

Causa matrimonio di un amico (mitico john fire) ho saltato la lezione di immunopsicoendocrinologia ( su wikipedia neanche c'è)...

recupererò, anche perchè (forse) sarà materia della mia tesi per diventare counselor.

Ho visto su un blog la nuova fonera 2.0n che uscirà il 15 settembre in europa... quasi quasi ci faccio un pensierino.
una tirataccia d'orecchi a Martin Varsavsky che non me l'ha inviata... e neanche la 2.0... andiamo male fon.

Stasera esco, c'è festa aru paise. Anzi sotto casa mia : Santa Maria Nostra de Cuti.

domenica 17 maggio 2009

L' Autostima (Prima parte)

Dopo aver parlato dei bisogni parliamo dell'autostima che è uno degli obiettivi da perseguire(gli altri li scopriremo la prossima volta) per migliorare la crescita della propria personalità.
L'autostima è la valutazione che diamo di noi stessi come insieme di determinate caratteristiche, nonchè il giudizio risultante da questa valutazione, che viene fatta sulla base di criteri ottenuti dal confronto delle proprie caratteristiche con quelle di altri soggetti.
In pratica corrisponde alla misura con la quale una persona si accetta e si approva.
In parole povere è lo sviluppo della consapevolezza personale o della fiducia in se stessi.
Spesso è in condizioni critiche in soggetti che hanno vissuto traumi o scarse o distorte attenzioni affettive.
La formazione dell'autostima è un processo lungo e complesso, ha origine nei primi anni di vita e prosegue nell'eta adulta.
Il concetto che abbiamo di noi può subire continue variazioni, in genere, andando avanti con gli anni, si diventa meno esigenti con sè stessi, meno dipendenti dal giudizio degli altri e più bravi a valutare le proprie abilità con maggiore oggettività.
Infatti, la cosapevolezza che abbiamo di noi stessi è spesso (a volte purtroppo) influenzata dal rimando che riceviamo dall'ambiente, a partire dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi.
Esperienze di vita positive possono assai modificare il nostro modo di valutarci e migliorare la nostra qualità di vita: già, perchè dall'autostima dipende anche il tono dell'umore, la sensazione di essere appagati...
Gli interventi psicoterapeutici rivolti all'autostima sono frequenti, il terapeuta puà infatti aiutare il paziente a vedersi con occhi più realistici e meno esigenti, oppure insegnarli abilità di cui è carente.
Nei primi anni di vita non si ha una visione personale delle cose e si dipende per tutto dai genitori, in particolare dalla mamma.
Sarà perciò la mamma a suggerire al bambino se è stato buono, se è stato obbediente e se lei è soddisfatta di lui.
La mancanza di una propria soggettività fa si che l'autostima sia inizialmente un "sè allo specchio", ovvero il bambino si giudica con gli occhi di chi si occupa di lui.
Anche la capacità di autocontrollo sono scarse e fino ai 4 anni devono essere gli adulti a suggerire al bambino come ci si deve comportare.
Attorno ai 5 anni l'autocontrollo diventa interno, cioè si acquisisce la capacità di autocomando cioè quale deve essere il comportamento corretto nelle situazioni.
il bambino è un essere pratico, concentrato su cose tangibili perciò la sua autostima è soprattutto legata all'aspetto fisico, alla sfera emotiva (felice o infelice) e più in là , sulle proprie abilità e sulle prestazioni.
Verso i 10 anni si comprende che gli altri sono persone distinte, con le proprie esigenze, i propri pensieri e preferenze.
Diventa importante relazionarsi in modo adeguato anche per il proprio tornaconto, per ottenere daglia ltri ciò che si desidera.
Le abilità sociali sono salienti nell'adolescenza, quando la persona dà risalto alle relazioni esterne alla famiglia: avere successo con il gruppo dei suoi pari rafforzerà l'autostima mentre le persone timide ed introverse anche se brillanti, possono avere i primi segnali negativi, sentimenti di inadeguatezza ed esclusione.
Ci viola ancora tempo (18 anni) per dare maggiore rilevanza ai valori morali, allos taccarsi dal gruppo e far valere la propria individualità.
La capacità di vivere rispettando ciò in cui si crede origina un soddisfacente concetto di sè.
Ci si perfeziona e si impara a disciminare lievi sfumature, a riconoscere di essere eccellenti in certi ambiti e scarso in altri: sono i bambini a ragionare in modo dicotomico cioè : o si o no, o sono bravo o sono cattivo.
Gli stimoli esterni presi in considerazione dagli adolescenti per la loro autovalutazione sono :

RELAZIONI SOCIALI
COMPETENZA E CONTROLLO DELL'AMBIENTE
SUCCESSO SCOLASTICO
FAMIGLIA
EMOZIONI

domenica 12 aprile 2009

I bisogni umani

Ogni essere umano, tutti i giorni ha la necessità di soddisfare e di colmare quelle carenze che si trova ad affrontare durante il suo percorso di vita.
Nella metà del secolo scorso lo psicologo americano Abraham Maslow pubblicò una teoria sui bisogni dell'uomo, nota come “ la piramide dei bisogni umani”.



È divisa in 5 livelli :

1.Bisogni fisiologici (fame, sete, ecc.)

2.Bisogni di sicurezza e protezione

3.Bisogni di appartenenza (affetto, identificazione)

4.Bisogni di stima, di successo, di prestigio

5.Bisogni di autorealizzazione (realizzando la propria identità e le proprie aspettative e occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale).

Questo tipo di scala però non è idonea perchè si limita solamente alla sopravvivenza dell'uomo piuttosto che alla sua affermazione nel campo sociale.
Il prof. Giovanni Russo invece basa la sua teoria P.E.A. ( ne scriverò le prossime volte) sui Bisogni necessari ed indispensabili per uno sviluppo corretto dell'identità e sono quelli in cui mancato appagamento costringe a vivere con molte sofferenze..
L'essere umano sviluppando la propria personalità si esprime mediante la propria identità per poi estrinsecarsi al mondo esterno mediante l'individualità e la collettività che rappresentano le modalità di comunicazione.
Ogni essere umano per poter ottenere il meglio della propria vita, dopo aver soddisfatto i bisogni primari necessari ed indispensabili, attraverso le fasi transitorie dovrà promuovere la crescita della propria personalità.

Gli obiettivi da perseguire sono:

- Autoaffermazione (successo psico-fisico)

- Autostima

- Individualità (dialogare con un altra persona)

- Sesso con amore

- Collettività (interagire con il mondo esterno)